Sacra di San Michele

Sacra di San Michele: la linea di San Michele, templari e altri misteri… (parte I)

Misteri sulla Sacra di San Michele

In un Blog di Geografia Sacra come questo non posso non parlare della famosa Sacra di San Michele in Valsusa

Tra le cose arcinote sull’abbazia medievale, mi piace sottolinearne alcune che forse non tutti sanno e che a me personalmente son sembrate sempre di estremo fascino, mistero e interesse.

1)  Sede di un antico culto druidico

La prima è relativa al luogo in cui sorge: il monte Pirchiriano. Secondo alcuni, il nome deriva da “porci”, e a parer mio sta a indicare il precedente, ultramillenario, culto druidico che qui veniva esercitato… Come sappiamo, i “cinghiali”, porci selvatici, sono l’antico animale “totemico” dei Druidi (sulle mie scoperte di siti celto-liguri nei boschi e monti dietro la Sacra ne parlerò diffusamente in un altro articolo).

Un’altra etimologia vuole il termine “pirchiriano” significare “monte del Fuoco divino” (come vedremo, ritengo entrambe le ipotesi valide e meravigliosamente complementari).

2)  Il motivo del nome Sacra

Il secondo aspetto importante che vorrei ricordare e sottolineare con forza (perché ho scoperto che molte persone non hanno questa informazione, a mio parere essenziale per comprendere l’abbazia) è il motivo per cui la Sacra di San Michele si chiama appunto “Sacra”.

Pare che a cavallo dell’Anno mille il vescovo di Torino, chiamato da San Giovanni Vincenzo (fondatore della Sacra) per consacrare l’abbazia, si recò ai piedi del monte: il giorno dopo sarebbe salito in cima, come rappresentante della santa Chiesa romana cattolica, per la consacrazione ufficiale dell’abbazia.

Nel cuore della notte, però, fu svegliato da grida di ammirazione e di spavento: in cima al Pirchiriano, un globo di luce, fuoco e fiamme illuminavano la chiesa. Giunto sul posto, il vescovo vide l’altare sollevato in un’esplosione di luce misteriosa verso l’alto.

Immaginiamo pertanto una scena del genere. Spaventato, ma anche e soprattutto meravigliato e affascinato, da quello a cui stava assistendo, il vescovo deve aver abbandonato il luogo pronunciando parole del tipo: «La mia presenza qui è inutile. Questo luogo è stato ora consacrato direttamente dall’alto, dagli angeli di Michele e da Dio».

Da qui il termine “Sacra”: forse l’unica chiesa al mondo che non è stata consacrata da un rappresentante della Chiesa, ma direttamente dal regno spirituale!

E da qui il suo fascino, il suo mistero, la sua “energia” potente e illuminante (ma soprattutto “incendiante” i cuori e la mente, ancora oggi, di molti pellegrini e visitatori).

Non dimentichiamo che il vescovo di Torino era pur sempre un uomo del suo tempo, vale a dire “medievale”; la sua mentalità era pertanto (a mio modo di vedere e sentire, s’intende) intrisa di fascino per il mistero, per il sovrannaturale (la credenza in fenomeni che oggi chiameremmo “paranormali”); un modus vivendi dunque assai lontano dal nostro (che dir si voglia, oggi siamo culturalmente, diffusamente, ateisti materialisti, iper-razionali – seppur profondamente, irrazionalmente, devoti della Dea Scienza).

Tanto per intenderci, anticamente non si pensava “finché non vedo non credo” bensì qualcosa di diametralmente opposto: culturalmente erano previsti tutta una serie di fenomeni sovrannaturali, pertanto, e di conseguenza, la gente li vedeva e ne era costantemente testimone. “Non credo al Drago finché non lo vedo”…? No, al contrario: era culturalmente, socialmente, antropologicamente e psicologicamente previsto che esistessero i Draghi, pertanto talvolta li si incontrava, vedeva, cavalcava…).

Ma queste son solo mie convinzioni, naturalmente indimostrabili…

Torniamo piuttosto ad altri punti che vorrei elencare oggi…

3) La punta sacra del Monte Pirchiriano

All’interno del santuario, ancora oggi, è conservata la cima di pietra – la punta originale del Pirchiriano! – ai piedi di un’enorme colonna: questo pare sia il luogo sacro per eccellenza. Faccio solo notare come, al di là della leggenda appena raccontata (che vuole la cima del monte consacrato dal Fuoco divino), conservare una cima di montagna in pietra viva all’interno di un santuario abbia due valenza importanti: simbolica ed energetica.

• Simbolica, perché significa all’interno di un’opera “umana”, un artefatto, conservare l’originale opera divina della Natura (della Dea Madre, in altre parole, il Femminino Sacro custodito all’interno di un luogo di Culto).

• Energetica, perché il punto in questione è la perfetta congiunzione, “matrimonio”, fusione e armonia delle due “energie”: maschile che scende dall’Alto, dai Cieli, e femminile che sale dal basso, dalla Terra.

Questo vale in generale per tutte le cime delle montagne che – secondo una chiave di lettura “arcaica”, druidica, a me molto cara – sono abitate da “deva”, divinità, creature “angeliche” che ivi dimorano e le custodiscono (e questo, beninteso, potrebbe essere il motivo “esoterico”, misterioso e segreto, per cui tutti gli alpinisti e non solo desiderano arrivare e stazionare in cima alle vette – ma queste, come sempre, son solo mie suggestioni e fantasie “celtiche” – celti che, come possiamo intuire leggendo il corpus ad esempio di mitologia irlandese, eran ben poco razionali ma molto immaginativi e “surreali” – anzi, direi: iper-realistici, essendo la loro vita molto, molto, molto più ricca, affascinante e misteriosa – e pertanto completa ed equilibrata – della nostra).

4) La Linea di San Michele

Ora due parole sulla Linea di San Michele.

Come molti sanno, la Sacra è al centro della linea di San Michele, che misteriosamente – essendo le cattedrali in questione di almeno mille anni fa – congiunge perfettamente in linea retta (all’epoca non avevano Google Earth, per intenderci) santuari consacrati al “Guerriero di Luce”, San Michele, da Israele all’Irlanda. In particolare, l’abbazia della Valsusa è divisa da mille chilometri sia dal santuario sul Gargano (monte sant’Angelo) sia dalla isola-penisola (a seconda delle maree) della Normandia (mont Saint-Michel).

 

5) I Templari devoti a San Michele

La cosa a mio parere molto interessante è la chiave di lettura “templare”. Qui ci limitiamo a dire che i Templari (i Guerrieri della Luce, devoti a San Michele e alla Dea Madre, tanto per intenderci) derivano il loro nome del Tempio di Salomone; essi nacquero e si stabilirono nel 1118 a Gerusalemme appunto, nell’antico sito salomonico, distrutto e abbandonato da secoli (degli “scavi archeologici” che effettuarono per nove anni e di cosa verosimilmente trovarono, ne parleremo nel prosieguo dell’articolo).

Ritornarono in Francia una decina d’anni dopo, passarono verosimilmente dalla Val di Susa, e dunque dalla Sacra di San Michele. “Guarda caso” nel 1128 compare qui il cosiddetto “portale dello Zodiaco”, vero e proprio “libro su pietra” scolpito da mano consapevole (leggasi, alchimia esoterica medievale): un certo Maestro Nicholaus. Analizzeremo in seguito questo “mistero su roccia”, summa del pensiero esoterico pagano-cristiano-alchemico medievale, e racconterò alcune cose davvero misteriose e interessanti che ho scoperto.

 

6) L’ultimo Jedi

Vorrei chiudere ora raccontando una cosa personale, che mi ha emozionato e commosso profondamente. Quattro anni fa guardavo il nuovo film della saga Guerre stellari “Star Wars: Il risveglio della Forza”. Film a mio parere piuttosto noioso. Senonché, nell’ultima scena, dopo che l’intera vicenda verteva sulla ricerca da parte dei “cattivi” dell’ultimo eroe buono nascosto da qualche parte nell’Universo, l’ultimo Jedi sopravvissuto… ebbene, nella scena finale si scopre, nello Spazio Infinito, il luogo dove si nasconde l’ultimo cavaliere Jedi (vale a dire, l’ultimo Templare, o Guerriero di Luce, se vogliamo adottare terminologie medievali e contemporaneee) e dove sta addestrando le nuove reclute, bambini e bambine.

L’inquadratura  scende dallo Spazio, zoomma verso un pianeta sperduto nell’infinito Universo, si avvicina a un’isola minuscola in un oceano burrascoso e sconfinato… Si vedono infine la cima del monte, una scalinata “celtica”, un gruppo di “trulli” che mi fanno sobbalzare: sento odore dei miei muri a secco celto-liguri, quelli che rintraccio e annuso da anni anche qui in Valsusa!
Con le lacrime agli occhi, comprendendo che non si tratta di una scenografia hollywoodiana artificiale, ma di un luogo vero e proprio, esco di corsa dalla sala e controllo dov’è stata girata l’ultima scena del film.

Skellig Michael, l’ultimo punto della Linea di san Michele (percorrendola da sud-est a nord-ovest, partendo da Gerusalemme), è l’isola in cui si rifugia e si nasconde l’ultimo dei cavalieri Jedi. L’ultimo Templare. Non è certo un caso che Hollywood (“bosco di agrifoglio” oppure meglio: “bosco santo”, holy wood, dunque “luogo druidico”) l’abbia girata lì.

To be continued…

Andruid

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Cogerino Andrea

Autore: Andrea Cogerino

Andrea Cogerino, specialmente in seguito alla laurea in Filosofia del 2000 con una tesi sulla Sincronicità e il carteggio Jung-Pauli, segue il sentiero delle “coincidenze” e si rimette alla saggezza del “Tao”. Editor e scrittore freelance, dopo alcune esperienze di vita a Roma e Torino è tornato alle origini, nei monti e nei boschi della Val di Susa. Ricercatore spirituale a tutto tondo, da anni si occupa prevalentemente di sciamanesimo e druidismo.

6 Comments

  1. Grazie per questo tuo post, la linea di Michele mi "chiama", in qualche modo. Ma credo che l'inizio possa essere dall'Irlanda. Intuizione femminina. Che mi puoi dire?
  2. Forse l'Ultimo Cavaliere Templare si nasconde in un'isola in mezzo all'oceano, forse al largo dell'Irlanda, di quella costa verde, alta e fdrastagliata. Ci sono stata , l'ho vista... luoghi e paesaggi che non hanno tempo, luoghi dello spirito che custodiscono intatti i loro misteri ancora oggi.
  3. Ho visitato alcuni santuari, meno famosi, dedicati al culto di San Michele. Si trovano tutti in luoghi alti: colline o monti. Da lassù il santuario sembra quasi come un faro che guida i pellegrini.
  4. anche la grotta di San Michele su Gargano (FG) non è stata consacrata dalla chiesa, l' Arcangelo lo ha impedito perché fu Lui stesso a consacrare la grotta.

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