elisa - se piovesse il tuo nome

Se piovesse il tuo nome… alla ricerca del gemello scomparso nella canzone di Elisa

Se piovesse il tuo nome

Se piovesse il tuo nome, il nuovo brano di Elisa, uscito il 26 ottobre 2018 è già un successo; una data non a caso, in assoluta sindrome da anniversario con la data di nascita della sua primogenita.

Assecondando la nostra passione di spiegare in maniera semplice la sindrome del gemello attraverso la musica, ci soffermiamo sul significato del nuovo singolo di Elisa, (Elisa Toffoli) estratto dall’album Diari aperti, sintesi di anni di appunti, ricordi, immagini, pensieri e desideri, chiusi in un baule, che vedono la luce proprio dopo un grande cambiamento professionale: undici brani firmati dalla cantautrice monfalconese con la collaborazione di alcuni autori molto conosciuti come Vanni Casagrande, Calcutta (pseudonimo di Edoardo D’Erme), Dario Faini e Tommaso Paradiso, leader dei Thegiornalisti, con il quale Elisa ha duettato in primavera nel tormentone firmato Takagi & Ketra “Da sola in the night”.

Un vuoto incolmabile

E proprio Calcutta è il promotore del brano che prendiamo in esame per descrivere in suono ed emozione cosa riesce a muovere la modalità gemellare spinta nei meandri dell’amore, una sindrome, quella del gemello che resta, che ci porta a sentirsi soli abbandonati, a cercare per tutta la vita un vuoto interiore da colmare, nomadi in continua ricerca dell’acqua in un deserto emotivo senza fine. Qui di seguito due estratti molto particolari tratti dal brano:

Non ci siamo mai dedicati […] le canzoni giuste
forse perché di noi non ne parla mai nessuno

Non ci siamo mai detti le parole […] giuste
neanche per sbaglio in silenzio….

Non ci siamo mai visti per davvero e non ci siamo mai presi per davvero in giro
neanche per sbaglio
[…] la città incontra il tuo deserto che io innaffio da sempre
sarà la mia missione
sarà, sarà, sarà che ho un fiore nella bocca

Se in mezzo alle strade o nella confusione piovesse il tuo nome
io una lettera per volta vorrei bere
in mezzo a mille persone
stazione dopo stazione
e se non scendo a quella giusta è colpa TUA

Ma senza te chi sono io
un mucchio di spese impilate
un libro in francese che poi non lo so neanche
bene io
se devi andare pago io
scusa se penso a voce alta
scusa se penso a voce alta…”

L’album che contiene questo delizioso brano, molto prezioso per noi, è frutto di un attento lavoro emotivo, pubblicato con l’etichetta Universal (dopo la chiusura del contratto con Sugar di Caterina Caselli, particolare che salta agli occhi attenti di chi si occupa della sindrome del gemello che resta, e fa subito pensare ad un grande cambiamento e a una forte mutazione del campo energetico elettromagnetico; esperienze i grandi cambiamenti, capaci di dare il via a grandi slanci personali o al contrario, quando non elaborati, a grandi periodi di tormento.)

Se piovesse il tuo nome merita un’attenzione particolare: La ballata melodica, in perfetto stile Elisa, scritta appunto da Edoardo D’Erme è ispirata a una storia d’amore bellissima e tormentata. Egli stesso racconta che durante un lungo viaggio in treno, incontra una signora che gli racconta particolari delicati della sua vita. Raccontare ad uno sconosciuto le proprie confessioni intime è un’azione comune, soprattutto se la conversazione avviene in treno e si ha la sensazione che non incontreremo più la persona che custodirà il frutto della nostra confidenza.

L’amore per l’altro, tra solitudine e dell’abbandono

Da questo fortuito incontro nasce quindi il racconto di una storia d’amore sofferta, apparentemente racconta di un amore finito, o mai iniziato, ma impossibile da lasciarsi alle spalle, che entra di prepotenza nell’anima di chi lo ascolta, probabile proiezione personale dell’autore sulle trame dei fili tesi dalla persona che ha scatenato un suo sentire. Le parole suggeriscono che c’è ancora qualcosa da dire; la percezione che non si è soli, che l’Altro c’è, cercarlo, sapere che si agisce per lui attraverso lui, con lui, potenti uniti, assetati…

E così quando Elisa, al lavoro con l’album Diari aperti chiede a Calcutta di scriverle un brano e lui risponde di avere in tasca, anche se sarebbe meglio chiamarlo cuore…il testo giusto. Elisa è subito in sintonia con il brano, lo canta in un demo che decide di non modificare perché anche se non perfetto è già bello e speciale.

Se piovesse il tuo nome è una miscela emozionale: la donna racconta, l’autore di testi elabora, la cantante interpreta. È Amore all’ennesima potenza, generato e moltiplicato attraverso i passaggi che giungono a noi carichi di pathos e di eros, quell’eros lieve e pudico che si muove fra veli e coppe d’acqua da bere insieme.

La donna del treno non avrà nessuna possibilità di riconoscere la sua storia, poiché essa stessa è passata dalle maglie alchemiche di un setaccio magico. Una storia diventa strumento, e ancora, l’amore per l’Altro che non abbiamo mai visto muove le corde che vibrano tese a compiere un capolavoro.

Da Pirandello ad Elisa: i racconti dei drammi umani

Rifacendoci alla genialità pirandelliana potremmo dire “Tre personaggi in cerca di autore”, anche qui il gioco delle parti determina un magnifico risultato sistemico. Ma cosa potrà mai unire la donna del treno, l’autore della canzone ed Elisa alla commedia di Pirandello? Semplice: il dramma umano di ritrovarsi soli e abbandonati, non importa da chi, ma sicuramente il pubblico di ieri presente nel teatro romano ad assistere alla prima della commedia pirandelliana, così come il pubblico di oggi, emozionato dal nuovo singolo di Elisa, si riconoscono in un vissuto emotivo comune, ferocemente tatuato nei cuori. Un leit-motif in grado di attraversare epoche, luoghi e storie restando illeso, anzi forse rafforzato.

Ma le sincronie delle liasons humaines ci riservano due chicche non da poco:

• la prima vede Pirandello come profondo conoscitore della psicologia sperimentale e delle teorie sulla “pluralità dell’Io” dello psicologo Alfred Binet, che René Zazzo, ricercatore ampiamente citato nel nostro libro “Il Mio Gemello mai nato”, onorerà per tutta la vita per le sue idee pionieristiche che vedono l’individuo, e le sue multiple personalità, al centro della ricerca.

• La seconda soddisferà anche gli appassionati di sincronie e numerologia: i destini di Elisa e del famoso drammaturgo siciliano sono profondamente intrecciati dalla rispettiva data di nascita e di morte.

Chi possa essere l’autore in questione, colui che conferisce un senso di appartenenza, che unisce molteplici identità, talenti e potenzialità è profondamente chiaro, la risposta ci conduce a noi, alla reale possibilità di realizzare il nostro progetto di vita: noi con tutte le nostre realtà multidimensionali: ancora una volta la sindrome del gemello che resta mostra il suo volto e questa volta fa sentire la sua voce.

 

Civallero Caterina

Autore: Caterina Civallero

Caterina Civallero, figlia d’arte, si occupa di benessere da circa quarant'anni. Diplomata Estetista, Economa Dietista, Facilitatrice di Psych-K e di Psicogenealogia Junghiana, organizza e gestisce corsi, seminari, e percorsi individuali per favorire la diffusione di un messaggio semplice e fruibile mirato all'autogestione consapevole. E’ autrice del primo volume di Tecniche di Massaggio Alchemico (2010). Scrive da anni su alcuni giornali online, e per beneficenza, articoli, recensioni e storytelling. Negli ultimi cinque anni ha pubblicato e co-pubblicato sei libri.

Rossi Maria Luisa

Autore: Maria Luisa Rossi

Maria Luisa Rossi, diplomata in Naturopatia Applicata, Operatrice Sistemica, ha conseguito due Master in Iridologia e Psicogenealogia Junghiana e Costellazioni di psicogenealogia junghiana, Presidente dell’Associazione Armonia di Manipura, promuove e struttura percorsi completi di integrazione olistica. Insegna tecniche analogiche in ottica sistemica nei suoi seminari di Naturopatia, Metafisica, Alchemica e Integrazione della gemellarità incompiuta. Nelle consulenze individuali imposta percorsi integrativi per il recupero dell’equilibrio corporeo e comportamentale. Organizza conferenze e scrive e realizza tesi mirate alla diffusione di argomenti scientifici in chiave semplice e di facile comprensione.

4 Comments

  1. Mi sembra un po' esagerato, per non dire del tutto non pertinente, fare richiami a Pirandello. Lasciamo il mondo delle canzonette a quello delle canzonette, per l'appunto.
    • Redazione Uno
      “Grazie a Il Tafano che in qualche modo ci ha stimolato nell'approfondire una prospettiva necessaria, poiché grazie al suo asciutto commento, che non precisa l’impertinenza del nostro articolo, il nostro pensiero va subito a Jerry Linenger astronauta e medico statunitense che partecipò a tre voli dello Space Shuttle, e ad una missione di lunga durata sulla stazione spaziale Mir, il quale, di ritorno da queste meravigliose esperienze, rilasciò delle interviste,…
    • Redazione Uno
      dove ha dichiarato che la cosa che l'aveva più colpito era stato acquisire consapevolezza nel percepire e nel vedere il pianeta terra come un sistema unico dove non vi sono differenze, dove tutto è collegato, proprio perché è un sistema biologico e allora anche modalità diverse di creazione, modalità diverse di espressione come possono essere le canzonette e le magnifiche opere di Pirandello hanno sicuramente un fil rouge che le unisce e ci permette di godere di entrambe.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *